Riapertura navigli, verde e mobilità: 4 nuovi quesiti per i Milanesi

Solo i cittadini possono decidere di investire sul futuro di Milano.

Con queste parole Edoardo Croci, ambientalista e presidente del comitato cittadino Milanosimuove, e Marco Cappato, consigliere comunale, propongono 4 quesiti referendari alla cittadinanza meneghina. A quattro anni di distanza dalla precedente consultazione, avvenuta nel 2011 in concomitanza con le elezioni comunali e i sentiti referendum nazionali su nucleare e acqua bene comune, i milanesi sono nuovamente chiamati a esprimersi su ambiente e qualità della vita: le proposte sono per la maggior parte già note e ampiamente affrontate dal dibattito pubblico di questi mesi, eppure vale la pena di ricordarle puntualmente ancora una volta.

Il Bloggo, magazine milanese di respiro globale, si mette in gioco e vi offre un’agile guida sulla procedura referendaria, avviata con la consegna delle prime 100 firme riconducibili a membri di spicco della società civile. Il primo obiettivo che il comitato promotore si pone è quello delle 1000 adesioni, mentre il requisito per portarne le proposte alle elezioni del 2016 è raggiungere entro pochi mesi altre 14.000 milanesi.

I traguardi ambientali e sociali sono decisamente ambiziosi e guardano al prossimo decennio.
Ecco i 4 quesiti!

La messa a disposizione di 25.000 nuove strutture sarebbe un risultato rimarchevole sopratutto perché ottenuto senza consumo di suolo, riconvertendo o ricostruendo 175.000 mq di immobili oggi inutilizzati. La proposta è in linea con la seconda consultazione del 2011 che prevedeva di ridurre il consumo di suolo destinando almeno il 50% delle aree interessate da interventi di riqualificazione a verde pubblico; la novità è però l’aspetto welfarista, che prevede anche l’adeguamento energetico delle case popolari esistenti e il ripristino di condizioni di sicurezza e legalità.
Copertura economica: secondo il progetto presentato, la copertura sarebbe assicurata da una quota delle voci di bilancio previste per la realizzazione di edilizia sociale, fino a 15 milioni di euro l’anno per tre anni, e dalla vendita delle partecipazioni pubbliche in A2A e Sea, ciascuna per 170 mln €. La cessione delle azioni del Comune, che detiene rispettivamente il 27,456% dell’una e il 54,81% dell’altra, è un processo che varie amministrazioni cittadine hanno già portato aventi negli scorsi anni, e qualora completato assicurerebbe in previsione alla città un’introito dell’ordine di circa 2 mld.

L’idea, molto suggestiva, è di riaprire alcuni dei canali d’acqua della Milano storica: si parla dunque di collegare la Martesana (zona San Marco-Brera) alla Darsena (piazza XXIV Maggio) passando per Piazza Cavour, Via Senato, Via Francesco Sforza (tra la Statale, il Policlinico e la Guastalla), via Santa Sofia, via Molino delle Armi fino ad arrivare in Corso di Porta Ticinese. Il progetto era già stato approvato nel 2011 (referendum 5) e s’inserisce in un’ottica più a lungo termine che prevede un centro storico a misura di pedoni e bici – e barche, ovviamente – senza più autoveicoli. Ci sono alcune criticità evidenti, di ordine logistico sia per la durata e il disagio dei lavori sia per la mobilità cittadina, che ad oggi per abitudine si appoggia alla circonvallazione interna. Bisogna però considerare che l’asse viaria della città negli ultimi anni si è sensibilmente spostata verso gli anelli più esterni, con l’introduzione di Ecopass e successivamente di AreaC (volute dalle giunte Moratti e Pisapia). In ultima analisi, la tendenza è ormai quella di rendere difficoltoso l’accesso al centro città per i veicoli a quattro ruote, un processo che non può che essere visto con favore e avvicina Milano alle grandi metropoli europee, come dimostrano le pedonalizzazioni di piazza Beccaria, piazza del Liberty e del Castello, le piste ciclabili.
Copertura economica: parte dei fondi sono già stati stanziati dal Piano Triennale delle Opere pubbliche, e sarebbero destinati alla riapertura delle Conche dei Navigli. La cessione dello Stadio di San Siro, di Farmacie milanesi e delle quote di Milano Serravalle coprirebbero i restanti costi mediante finanziamenti regionali, nazionali ed europei. Sempre dalla cessione di A2A, realizzata favorendo l’azionariato popolare diffuso (con condizioni agevolate riservate ai cittadini milanesi e ai dipendenti), è attesa liquidità fino a 100 milioni di euro.

Si chiede: linea metro M6 al servizio degli assi Sempione e Ripamonti, passante sotterraneo ferroviario che chiuda ad ovest l’anello ferroviario esistente, allargamento di Area C alla cerchia esterna (filoviaria 90-91), pedonalizzazione dell’area interna alla cerchia dei Navigli ad esclusione dei principali assi stradali, rete ciclabile di 500 km, zona a bassa emissione (no motocicli a 2 tempi e diesel di classe inferiore a 5) sull’intero territorio comunale, eliminazione delle barriere architettoniche che si frappongono alle persone diversamente abili.
Coperture economiche: Per la nuova linea del metro si provvede alla copertura della parte non coperta dallo Stato mediante parte degli introiti che il comune riceverà dalla cessione di SEA e con gli introiti da Area C allargata. Le restanti proposte vengono finanziate interamente tramite la cessione di SEA. Il grosso dell’onere finanziario risulta ovviamente essere la spesa per la linea della metropolitana.

Si vuole il rafforzamento del referendum del 2011. Si vuole una città più verde, con la realizzazione del progetto dei Raggi Verdi (costo 46 mln di euro), il raddoppio degli spazi verdi e degli alberi e la destinazione a parco pubblico di almeno il 50% dei grandi interventi di trasformazione urbanistica con particolare riferimento a ad aree industriali, aree ferroviarie, aree del demanio militare e area EXPO. In più si richiede il controllo delle zone “a sosta abusiva”, tematica molto cara ai cittadini milanesi (ad esempio in Piazzale Lavater, Triennale, Stazione Centrale, Viale Tunisia, Navigli, etc..) con la tutela di aiuole e aree fiorite.
Coperture Economiche: Le proposte verranno interamente finanziate tramite la cessione di A2A secondo i paramenti già indicati.

A titolo informativo vi segnaliamo dove poter firmare queste proposte:

Presso gli uffici comunali in:
* Via Larga 12 (stanza 19) con orario continuato, dalle 8.30 alle 15.30
* Nei 9 uffici decentrati delle Zone, dalle 9 alle 12 e dalle 14.30 alle 15.30
ZONA 1 – VIA MARCONI 2
ZONA 2 – VIALE ZARA 100
ZONA 3 – VIA SANSOVINO 9
ZONA 4 – VIA OGLIO 18
ZONA 5 – VIALE TIBALDI 41
ZONA 6 – VIALE LEGIONI ROMANE 54
ZONA 7 – PIAZZA STOVANI 3
ZONA 8 – VIA QUARENGHI 21
ZONA 9 – VIA GUERZONI 38

Rendiamo questa città ancora più bella. Già molto è stato fatto ma ancor di più deve essere fatto.

Il Bloggo

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