IT Festival

Chiamalo Festival!

A giorni, per la precisone il 14/12, si chiuderà il bando pubblico per la nuova edizione di IT [Independent Theatre], festival milanese di teatro indipendente che ha ottenuto grande successo di pubblico nelle due precedenti edizioni, con oltre 6000 spettatori nell’arco di due anni, per un totale di appena sei giorni di spettacoli.

Praticamente la Woodstock del teatro italiano indipendente, considerando che si tratta di una manifestazione molto giovane e concentratissima sia nel tempo che nello spazio: solo tre sere nei locali non certo angusti ma comunque limitati della Fabbrica del Vapore di via Procaccini. Altri festival cittadini, come il coetaneo Torino Fringe (nato anche lui nel 2013 e quest’anno previsto tra il 7 e il 17 maggio), oltre a durare parecchi giorni in più possono contare su una diffusione molto più ampia tra le sale urbane; oppure su oltre un mese di programmazione e una storia decennale che ne ha fatto ormai una tradizione più che consolidata, ed è ad esempio il caso di Roma. Per non parlare dei mezzi a disposizione degli organizzatori di eventi internazionali come Edfringe!

Insomma, il teatro meneghino si adagia sullo stereotipo e va  di corsa – cosa che non è detto sia per forza un bene.
Ciò che invece bene lo è sicuramente è come con cosi poche risorse si riesca ad organizzare un festival di successo senza perdere l’entusiasmo.
Valentina Falorni e Fulvio Vanacore, fondatori di IT – costituitosi l’anno scorso come associazione culturale – e i collaboratori veterani Arianna Bianchi e Valentina Rho, eletta da poco nel consiglio direttivo, sembravano infatti decisamente entusiasti quando ieri sera hanno presentato in FdV il progetto di IT per il 2015 alle compagnie di artisti.

Dunque Call IT Festival 2015, ma chiamalo soltanto festival! Loro lo definiscono piuttosto una comunità che si sforza di rispondere a desideri ed esigenze condivise, per progettare insieme un modo partecipato di fare teatro.
Al di là del festival, lo scopo primario di IT è quello di investire sulla formazione: per questo non viene operata nessuna selezione artistica e leggendo il testo del bando i limiti alla partecipazione sono veramente pochi e giustificati dalla provenienza geografica o da obblighi legali (ENPALS, agibilità, SIAE).

Quest’anno nello specifico ci saranno anche delle novità nel format IT, che se nelle passate edizioni era esclusivamente di 20 minuti, quest’anno prevede la possibilità di utilizzare due slot scenici da 20′ o uno da 40′, e di puntare su uno spettacolo già formato o su uno studio.
Questi ultimi necessiteranno di un consulente (mentor) e, cosa che non troverete sul bando, avranno probabilmente la disponibilità di un monte ore compreso tra le 40 e le 60 per prove aperte alla cittadinanza in un progetto di residenza presso i Centri di aggregazione multidisciplinare del Comune di Milano.

Il Comune d’altronde era già un supporter dell’iniziativa fin dalla seconda edizione e ha concesso inoltre l’usufrutto gratuito della FdV. Ma plausi e riconoscimenti al festival arrivano anche da privati come la Fondazione Cariplo, di cui IT si è aggiudicata un bando.
Meritato, direi, dal momento che le iniziative non si fermano qui né coinvolgono esclusivamente il periodo del festival o solo chi vi partecipa: alla riunione si parla anche di performance collettive, di blog critici, di date appositamente riservate agli operatori nei due giorni precedenti il festival pubblico, con dibattiti e feste danzanti, del topo simbolo del festival.

Questo. A rappresentare l'underground che risale dalle fogne. Ai più inquieta e basta, ma va bene

Questo; dovrebbe rappresentare l’underground che risale dalle fogne. Ai più inquieta e basta, ma va bene lo stesso!

Si parla anche di fondi, ribadendo che le quote associative (40€/anno) e i biglietti d’ingresso (5€/sera) rimarranno invariati, e di bilanci.

Passati infatti tre anni dalla prima edizione del festival, si è deciso di chiudere questa gestione: dall’anno prossimo qualcun altro prenderà le redini del ratto e dovrà dirigere IT, il festival partecipato preciso come un’orologio svizzero e cazzone come la vera anima di noi milanesi.

P.s. Save the date: IT Festival, dal 13 al 17 maggio.
Ma prima: feste di autofinanziamento, una a fine gennaio e una ad aprile). Stay tuned!

6 maggio, cosa c’è di nuovo?

Il Teatro non è più solo. Perché “la solitudine si subisce, l’indipendenza si sceglie”; IT ha scelto l’indipendenza, come ribadito oggi alla conferenza stampa che presenta la sua III edizione, tenutasi non più a Palazzo Marino ma nello spazio Ex-Cobianchi di nuova apertura.
Tra le molte novità di quest’anno, viene annunciato con gioia che dal punto di vista amministrativo il festival teatrale autofinanziato di Milano potrà ora contare sulle agevolazioni concesse ai partecipanti alla programmazione di ExpoCittà, di cui è evento di spicco per il mese di maggio. expocittàL’affiliazione all’iniziativa promossa dal Comune e della Camera di commercio in occasione dell’Esposizione Universale permetterà a IT di avere un canale privilegiato con la Siae, che tra pochi giorni sarà presente in Fabbrica del Vapore per incontrare gli artisti e rispondere alle loro domande.

Le istituzioni sono dunque benevole nei confronti di questo evento, che di contro molto offre alla cittadinanza: oltre ai 24 incontri di OpenIt, un progetto che ha permesso alle compagnie di usufruire gratuitamente degli spazi dei Centri di Aggregazione Multifunzionale di Milano per le loro prove, l’associazione IT ha promosso lezioni di teatro in scuole elementari e medie, e ha dimostrato una grande attenzione nei confronti dei quartieri periferici della città portandovi iniziative culturali e momenti di socialità e animazione teatrale.

D’altra parte fare rete anche al di fuori dei palazzi del centro è la vocazione del festival fin dalla sua nascita e lo sviluppo della sua organizzazione non può che beneficare artisti e pubblico: con 105 compagnie coinvolte nella vita associativa, più di quattrocento artisti nel complesso, nove spazi (uno in più rispetto all’anno scorso), cinque giorni di programmazione (di cui due dedicati agli operatori teatrali), una diretta con Radio Popolare e un blog per raccontarsi e confrontarsi, state pronti: IT sta per iniziare!

Giulio Bellotto

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