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Trasgredire le frontiere: verso un’ermeneutica trasformativa dalla gravità quantistica

Oggi, su quello che è ormai diventato un fertile campo di discussioni culturali, un circolo elitario così simile, per quanto virtuale, alle settecentesche Botteghe del Caffè, vorremmo proporre a tutti voi lettori per i quali Il Bloggo rappresenta un’abitudine quotidiana, questo importante scritto del professor Alan Sokal, fisico alla prestigiosa New York University.dice
Si tratta di una riflessione intima ed appassionata, da uomo di scienza e nello stesso tempo da colto connoisseur della filosofia e delle arti, sul concetto di gravità quantistica. Sebbene risalga al 1996, la tesi del professor Sokal è ancora di grande attualità e miccia di accese discussioni; forse il mondo non è pronto per tanto genio, o per riconoscere che la gravità quantistica è, senza ombra di dubbio, un costrutto sociale e linguistico.
Convincetevene anche voi, grazie alle sapienti e rigorose formule dell’evidenza scientifica:

Vi sono molti studiosi nell’ambito delle scienze naturali, in particolare i fisici, che continuano rifiutare l’idea che le discipline che si occupano di critica sociale culturale possono avere un impatto non marginale sulla loro ricerca. Ancor meno sono disposti ad accettare l’idea che i fondamenti stessi della loro concezione del mondo debbano essere rivisti riedificati alla luce di questo genere di critica. Piuttosto, essi restano ancorati al dogma imposto dalla lunga egemonia post illuminista sulle prospettive intellettuali centrali, ma che può essere riassunto in questi termini: che esiste un mondo esterno, le cui proprietà sono indipendenti da ogni essere umano in quanto individuo, ed in definitiva dall’umanità intera; che queste proprietà siano codificate da leggi fisiche eterne; e che gli essere umani possano raggiungere un conoscenza affidabile, seppur imperfetta e soggetta a revisione, di queste leggi conformandosi alle procedure oggettive e dai vincoli epistemologici imposti dal cosiddetto metodo scientifico.

Ma, nel corso del 20º secolo, cambiamenti concettuali profondi nell’ambito della scienza hanno posto fortemente in dubbio questa metafisica cartesiana-newtoniana: studi che hanno rivisto in profondità la storia la filosofia della scienza hanno aggravato i dubbi sulla sua credibilità. I, e, più recentemente, le critiche femministe posto strutturalista e hanno demistificato il contenuto essenziale della pratica scientifica occidentale dominante, rivelando l’ideologia di dominio nascosta dietro la facciata dell’oggettività. È quindi divenuto sempre più chiaro che la realtà fisica, non meno che la realtà sociale, è in fin dei conti una costruzione sociale linguistica; e che la conoscenza scientifica lungi dall’essere oggettiva riflette codifica le ideologie dominanti le relazioni di potere tipica della cultura che l’ha generata; che le pretese di verità della scienza sono intrinsecamente dipendenti dal contesto teorico usato e quindi autoreferenziali; e che, di conseguenza, le procedure argomentative utilizzate dalla comunità scientifica, pur nel loro innegabile valore, non possono rivendicare una posizione conoscitiva privilegiate rispetto alle narrazioni contro egemoniche che vengono prodotte in comunità dissidenti o marginalizzate. Questi stessi temi possono essere rintracciati mal grado qualche differenza d’accentuazione, nell’analisi di Aronowitz del clima culturale che produsse la meccanica quantistica; nella discussione di Ross delle argomentazioni contro corrente nella scienza post quantistica; nelle esegesi di Irigaray e Hayles della codifica sessuale in meccanica dei fluidi; e nella critica profondità di Harding dall’ideologia sessista alla base delle scienze naturali in generali della fisica in particolare.

Il mio scopo qui è quello di far progredire queste già profonde analisi, tenendo conto dei recenti sviluppi in gravità quantistica: la branca emergente della fisica in cui la meccanica quantistica di Heisenberg della relatività generale di Einstein sono allo stesso tempo sintetizzate sorpassate. In gravità quantistica, come vedremo, la varietà spazio-temporale cessa di esistere come realtà fisica oggettiva; la geometria diviene relazionale e contestuale; e le categorie concettuali fondazionali della scienza precedente compresa l’esistenza stessa si problematizzano e relativizzano. Questa rivoluzione concettuale, come mi appresto a sostenere, ha implicazioni profonde per il contenuto di una futura scienza liberatorie postmoderno. Il mio approccio sarà la seguente: in primo luogo passerò brevemente in rassegna alcune questioni filosofiche e ideologiche sollevate dalla meccanica quantistica e dalla relatività generale classica. Passerò poi a delineare le caratteristiche dell’emergente teoria della gravità quantistica, e discutere alcuni problemi concettuali che essa suscita. Infine, commentano le implicazioni culturali e politiche di questi sviluppi scientifici. Devo mettere in rilievo che quest’articolo e necessariamente congetturale e preliminare; non pretendo di rispondere a tutte le questioni che solleverò. Il mio scopo è piuttosto di attirare l’attenzione del lettore verso questi importanti sviluppi dell’ambito delle scienze fisiche, e di tracciare come meglio posso un quadro riassuntivo accettabile delle loro implicazioni filosofiche politiche.
Qui potrete deliziare il vostro intelletto superiore con il resto dell’articolo – non che mi sia stancato di tradurvelo, ma preferisco che la conoscenza fluisca in voi attraverso le parole del testo in lingua, molto più evocativo.

Tuttavia, qualche ignorante – ci spiace dirlo, appartenente proprio alla stessa Alma Mater dell’esimio professor Sokal – ha polemizzato sul fatto che questi nobili intenti tradissero in realtà “un pasticcio di ideologie di sinistra, riferimenti ossequiosi, citazioni grandiose e prive di senso, strutturato attorno alle più sciocche frasi di accademici postmodernisti che si possano trovare riguardo alla fisica ed alla matematica“. Ora, non ci metteremo a discutere della veridicità di una simile affermazione, che lasceremo invece al giudizio severo di voi lettori.
E’ importante sostenere l’inconsistenza di tali accuse, per il progresso della scienza, ricordatevene! Noi del Bloggo siamo gente sveglia, non cascheremo certo nei vostri tranelli gnoseologici.

Detto questo, buon 1° Aprile a tutti quanti!

Atomo

Questo modello atomico fornisce una chiara spiegazione di quanto prima affermato… siamo stati tutti presi all’amo

Giulio Bellotto