Rete Critica

Rete Critica e Alinovi-Daolio: premi oltre gli Ubu 2014

Oltre al premio dedicato a Franco Quadri la cerimonia degli Ubu di ieri sera ha ospitato come da tradizione altri due premi, quello bandito da Rete Critica e quello in memoria della critica d’arte Francesca Alinovi, al cui ricordo si è associato dalla scorsa edizione la figura del curatore Roberto Daolio scomparso a giugno del 2013.

I vincitori di questi riconoscimenti erano già noti, quindi speriamo di non annoiarvi ripercorrendoli brevemente.

Il Premio Rete Critica, da quest’anno strutturato in tre differenti sezioni, viene assegnato annualmente da 30 magazine di teatro; i vincitori 2014 sono stati annunciati all’Accademia Olimpica di Vicenza la mattina del 26 ottobre. Vediamo chi sono!
Premio miglior compagnia: CollettivO CineticO.
“Il suo percorso si distingue sin dall’inizio per la capacità di portare sulla scena spettacoli in equilibrio tra matematica e poesia del gesto, nei quali la danza e il teatro sconfinano in occasioni – per l’artista e per il pubblico – di ripensamento dello spettacolo dal vivo. Aperta alla contaminazione con altre forme performative, dal contest alla parata ai linguaggi e alle manipolazioni dei videogame, la compagnia diretta da Francesca Pennini e Angelo Pedroni ha inoltre saputo valorizzare la feconda incrinatura dell’adolescenza, costruendo attraverso il progetto <age> una sorta di “scuola” trascinante, in grado di lavorare a fondo e costruttivamente con i ragazzi incontrati nei vari luoghi di laboratorio.”
Premio miglior progettualità: Archivio Zeta.
“La compagnia ha saputo valorizzare la sua esperienza di confine fra due regioni (Emilia e Toscana), costruendo anno dopo anno una linea artistica capace di essere anche un progetto di diffusione ed educazione alle arti sceniche. Tramite i loro spettacoli, dal formato aperto, in grado di contaminarsi con i teatri e con la natura, il gruppo fondato e diretto da Gianluca Guidotti ed Enrica Sangiovanni ha saputo avvicinare il pubblico del passo della Futa al teatro e all’esperienza d’attore, portando gli spettatori in luoghi straordinari della memoria, per raccontare il lato oscuro della condizione umana con un impegno e una tenacia capaci di radicarsi, coinvolgere e rinnovarsi.”
Premio migliore strategia di comunicazione virale: VolterraTeatro 2014.
“Per aver costruito una comunicazione plurale, un ‘noi’ somma di chi era al Festival e di chi l’ha seguito a distanza su Internet. Non semplice ‘promozione’, ma piuttosto narrazione di sguardi compresenti a Volterra attraverso un riuscito esperimento di socializzazione che aveva nei social network un preciso punto di raccolta e scambio. Da spettatori anonimi, si è costruita una comunità, prima, durante e dopo i giorni del Festival, che grazie alla Rete continua ancora oggi.”

Veniamo adesso al Premio Alinovi-Daolio: intitolato a Roberto Daolio solo da due anni, per oltre 25 è stato dedicato esclusivamente al ricordo di Francesca Alinovi, uccisa a soli a 35 anni dal suo amante – nel 1983, un dato e una data che fanno paura pensando anche a quanto ancora la questione della violenza di genere sia tragicamente aperta benché siano trascorsi oltre 30 anni.
Con questo premio si vuole riconoscere il percorso di un grande artista italiano; l’anno scorso si è trattato di Maurizio Cattelan, il quale ha creato un certo scandalo quando invece di ritirare il premio di persona mandò in sua vece il duo comico I soliti idioti, prontamente definiti “guitti di terz’ordine” da un infuriatissimo nonché giurato Renato Barilli. Quest’anno il meritevole è stato il poeta e pittore Nanni Balestrini al quale tradizione vuole che Cattelan, in quanto detentore del titolo, doni un opera d’arte.

Un'immagine dell'intervento del duo comico

Un’immagine dell’intervento del duo comico l’anno scorso: forse Cattelan ha scelto proprio questa. in ogni caso,  la gestualità di Barilli a noi piace molto!

La premiazione si è svolta il 10 al Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna e ieri sera è andata in replica nella sala del Piccolo, dove però non erano presenti né Cattelan né Balestrini. Tuttavia il dubbio su quale opera il primo abbia destinato all’ufficio di trofeo è finalmente sciolto: si tratta di una foto dell’intervento della controversa premiazione dell’anno scorso.
Resta da scoprire se sia solo una provocazione o piuttosto una serissima sfida ai prossimi premiati: oseranno fare altrettanto o lasceranno al Maurizio nazionale il premio Solito Idiota?

Giulio Bellotto