Partito Comunista d’Italia

Le tessere di partito ai tempi dell’Internazionale

Verso le dieci del 21 gennaio 1921 – esattamente 94 anni fa – Amadeo Bordiga, Antonio Gramsci, Palmiro Togliatti e altri dei leader socialisti più in vista (tra cui Egidio Gennari, Bruno Fortichiari e Francesco Misiano) uscirono dal Teatro Goldoni di Livorno, dove si stava tenendo il XVII congresso del PSI e, intonando a voce spiegata le note dell’Internazionale, si diressero con passo deciso al più elegante e raccolto teatro S. Marco, dove nacque ufficialmente il primo partito comunista italiano.

Motivo della scissione, avvenuta dopo sei giorni di accesa discussione, era l’accusa rivolta alla gestione del presidente socialista Giovanni Bacci di essersi posto al di fuori del Comintern. Così il neonato partito si dichiarò “costola italiana della III Internazionale” ed elaborò il manifesto Ai compagni e alle sezioni del PSI, diffuso attraverso un nuovo giornale, Il Comunista. Su queste pagine, però, trovarono spazio anche illustrazioni e opere di propaganda elettorale davvero notevoli, godibili anche oggi per la loro estrema cura e il loro indubbio valore artistico.

Per darvene un esempio abbiamo raccolto i frontespizi delle tessere del partito, disegnate tra il 1921 ed il 1926 quando, in seguito alle leggi fascistissime emanate da Mussolini, il PCd’I venne messo al bando.

1926

1921

1922

1923

1924

1925

Dopo il 1926, il PCd’I operò sia clandestinamente sia all’estero, sopratutto a Londra, Parigi e Mosca (dove trovò rifugio l’ex-segretario Togliatti). Con la Liberazione, il Partito Comunista d’Italia riprese l’attività legale come Partito Comunista Italiano; ma questa è un’altra storia. E le tessere non furono mai più così belle.

Giulio Bellotto