nazismo

Maus e la Riscossa del Graphic Novel

Il graphic novel è un genere letterario molto sottovalutato nella nostra cultura, benché la narrazione per immagini sia esistita da sempre: basti pensare alla Colonna Traiana con la rappresentazione della conquista della Dacia. Le immagini sono comprese da tutti, anche da chi non sa leggere, per questo il genere del fumetto è rimasto ancorato allo stigma di lettura semplice o per adolescenti. Eppure l’apprezzare la complessità di un’immagine, la riproduzione di un’espressione o di un movimento, può essere paragonato all’entusiasmo del lettore per una prosa limpida e accurata o per una allegoria poetica.
Nella storia di questo genere un esempio emblematico di come anche il fumetto possa trattare con profondità temi di interesse collettivo è Maus, il graphic novel di Art Spiegelman.

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I verdi cancelli di Auschwitz

Conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, affinché simili eventi non possano mai più accadere.
Dalla legge n. 211/2000 che istituisce le celebrazioni del Giorno della Memoria.

A settant’anni dall’abbattimento del famigerato, temuto, odioso cancello “Arbeit macht frei” del campo di concentramento di Auschwitz, il più tristemente famoso tra quelli che riportano il crudele motto nazista, lo stupore e l’orrore per quello che degli esseri umani sono stati capaci di fare ad altri umani non è ancora svanito. E penso che non potrà passare mai.
Uomini come noi, né più né meno, si sono scagliati contro ebrei, rom, sinti, socialisti, dissidenti, comunisti, omosessuali, slavi, malati di mente con sistematica furia omicida; il conformato contro il diverso, la violenza contro la libertà.

“Il lavoro vi farà liberi”; ma era una menzogna di cui vittime e carnefici si sono ritrovate ugualmente schiavi.
Solo la verità vi farà liberi, dice Giovanni 8:32. Per quanto difficile da comprendere e accettare c’è stato un tempo in cui i campi sono stati veri, reali e funzionanti. La Memoria che ne dobbiamo rispettosamente serbare sia lo scotto per gli errori della nostra stanca ma fiera umanità; l’umiltà di riconoscerli e la volontà di non ripeterli ci sono ben presenti.
Durante questa giornata più che in altre molti andranno con la mente a un’epoca che neppure hanno vissuto per riflettere su cosa significhi essere uomini, per ascoltare lontani echi di un passato in cui tante cose sbagliate e vigliacche si mescolavano, esattamente come oggi, con tante buone e coraggiose. Per pregare, forse.
Alcuni torneranno a quei giorni di vita terribile e preziosa vissuti sulla loro pelle, e piangeranno come ogni uomo giusto dovrebbe fare pensando ad un dolore così grande.

Di fronte a tutto questo non c’è nulla che si possa dire. E non un momento in cui ritenersi soddisfatti di quello che è già stato detto.

Ma le pianure battute dal vento laggiù in Polonia sono di nuovo verdi e sotto quel famigerato, temuto, odioso cancello, persino lì è ricresciuta l’erba. Anche questo voglio ricordare nel giorno della Memoria.

Il Bloggo