la biblioteca di babele

I racconti fantastici della tradizione cinese

Non esiste paese più superstizioso della Cina. E anche la letteratura, dagli insegnamenti di Confucio al taoismo, al buddismo, è, per così dire, infestata dagli spiriti, che come ci racconta Confucio stesso negli Anacleta bisogna riverirli, ma anche starne a debita distanza. I miti della tradizione abbondano di queste entità, le quali però fanno parte della normalità e quotidianità delle persone, questi prodigi non vengono ritenuti né inverosimili, né irreali e vengono letti come se fossero veri e realmente accaduti. Jorge Luis Borges descrive così la superstizione cinese : “per la loro immaginazione l’ordine superiore è uno specchio di quello inferiore, come dicono i cabalisti”
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La Biblioteca di Babele: Le morti concentriche

L’Universo – che altri chiamano la Biblioteca – si compone di un numero indefinito, e forse infinito, di gallerie esagonali.

E’ l’incipit del famoso racconto di Jorge Luis Borges La Biblioteca di Babele, dove si immagina un universo allucinatorio come una Biblioteca “illimitata e periodica” il cui segreto è nascosto dentro libri indecifrabili.

Tu, che mi leggi, sei sicuro d’intendere la mia lingua?

Lo scrittore argentino in questo breve scritto esprime la sua ossessione per le parole e la sua passione per la lettura: il lettore, l’uomo di Babele, è protagonista e viaggia tutta la vita in cerca di un libro in mezzo al nonsenso. La sua unica speranza è che qualcuno un giorno riesca a leggere il libro sull’Ordine del Tutto. Umberto Eco lo definisce “archivista delirante”, un ossimoro, per indicare il suo sperimentalismo e creatività, evidente anche in un’altra sua raccolta: L’Aleph.
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