gemme e tempesta

“Bello mondo”, l’inno alla felicità poetica

Il mondo è santo! L’anima è santa!
da Nota al piede per Urlo, Allen Ginsberg

La gioia è la componente più importante di ogni poesia. Agognata, celebrata, disprezzata, problematizzata; ogni poeta è portatore e tramite (talvolta inconsapevole) del mistero profondo della gioia per la vita, che come un contadino nel campo getta a piene mani su chi l’ascolta. Non ha alcuna importanza se il seme germoglierà o meno;
Poesia non è una religione e poco le interessa di dare frutto. E’ l’atto in sé ad essere poetico, non il suo risultato; l’utilità di ogni fiato è determinata da chi lo interpreta, subendone il fascino. Poesia è puramente estetica, come un fiore.
Cos’è in fondo un poeta se non l’impollinatore delle anime? (altro…)

Gemme e Tempesta: l’elegia fragile

Forma bonum fragile est.
Ovidio

Molte differenze intercorrono tra i nostri tempi e quelli in cui questo verso fu composto ad opera di uno dei più grandi poeti della latinità che, non a caso, definisce i suoi componimenti elegiae flebilĭa carmina: i canti flebili del lamento. A differenza della sua controparte greca, più frequentemente di carattere mitico o eroico, l’elegia latina è un componimento intimo, delicato e naturalmente plasmato per essere bello, tanto che Quintiliano, l’illustre capostipite di tutti i critici letterari, ebbe a dire

elegia quoque Graecos provocamus (anche nell’elegia siamo al pari con i Greci).

E’ impossibile dire con precisione quanta della loro bellezza sia dovuta alla fragilità, anche emotiva, che traspare dall’io lirico di queste poesie; al di là delle questioni esegetiche e storiche, come sempre quando si parla di letteratura il giudizio ultimo appartiene alla sensibilità del lettore.
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