famiglia

Sì le voglio, le unioni civili!

In questi giorni si parla molto del ddl Cirinnà sulle unioni civili e sulla possibilità della stepchild adoption per le coppie omosessuali. Tra manifestazioni arcobaleno, sentinelle e Family Day emergono diverse riflessioni di carattere etico e giuridico, ma soprattutto la domanda “è possibile che nel 2016 siamo ancora qua a parlarne?”.

Evidentemente sì, è possibile, infatti nell’Unione Europea l’Italia è uno dei pochi paesi, insieme a Bulgaria, Lettonia, Polonia, Lituania, Romania e Slovacchia, che non ha nessuna legge al riguardo. (altro…)

Tomato Soap

Un gioco di ruoli che racconta con leggerezza, ma con ritmi eccessivamente dilatati, una storia di violenza domestica. L’argomento è sensibile ed è troppo facile scadere nel cliché, come avviene in alcuni quadri. La musica, presenza costante, non aiuta a rendere il tutto più fluido e inoltre l’instaurarsi della violenza viene riproposto in modo (stereo)tipico in una coppia di pupazzi, Gianni e Gilda. Indossati dagli interpreti/performer che li animano in una semi-muta coreografia espressiva e comprensibile i due si innamorano, si sposano e danno vita a una tragedia annunciata.

L’ espediente più interessante che spezza la simmetria dei ruoli è la scelta di far vestire i panni di Gianni all’attrice Ariela Maggi e di Gina dal suo partner maschile Giulio Canestrelli. L’effetto è comico, talvolta grottesco, ma con il procedere della vicenda il conflitto drammatico emerge coinvolgendo gli stessi attori in un gioco delle parti in cui i genieri si trasfigurano. L’unica protagonista è l’attitudine all’aggressività che a più riprese serpeggia in scena infettando i tradizionali simboli di un amore felice, come le rose rosse e il bambino-fantoccio frutto dell’unione romantica. Questi oggetti diventano, invece, contorno e raffigurazione della storia di sangue evocata sul palco.

Valentina Villa