Chlostomèr

Storia di un animale umano, e non

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Immaginiamo una passeggiata nella campagna russa, siamo nel 1885, eccoci come uno strato di foglie variopinte schiacciato dal peso di passi e di parole, come se fossimo testimoni invisibili.

Sentite Lev Nikolaevič, una volta voi dovete essere stato un cavallo

E’ la voce di Turgenev rivolta a Lev Tolstoj, così immerso nello scrutare una cavalla e nell’immedesimarsi in essa, cercando con entusiasmo di convincere l’amico a fare lo stesso. Infatti i cavalli erano sempre stati animali che avevano suscitato in Tolstoj grande interesse, inizialmente da cavaliere e cacciatore, successivamente in quanto rappresentanti di una specie di animali d’affezione che si diversificavano da quelli selvatici. Questa la premessa al romanzo che verrà pubblicato nel 1886 intitolato “Cholstomèr, storia di un cavallo”.
Il racconto prende spunto dalla storia vera del cavallo Muzik I, animale molto celebre nella Russia di quell’epoca, caratterizzato da un manto marrone cosparso di macchie bianche e da una spiccata velocità nella corsa, avendo esso infatti una falcata molto ampia; da questo deriva il suo nome “Cholstomér” che significa nella lingua russa “misura-tela”¹ gesto di chi misuri una pezza di tela aprendo le braccia. Tolstoj realizza un romanzo capace di portarci ad aprire una porta sul mondo interiore ed esteriore, dipinto dalle sensazioni del suo protagonista, il cavallo. (altro…)