Bansky

Allontanatevi per guardarci meglio

Dopo il bel messaggio di felicità e speranza che abbiamo lanciato a Natale, proclamando che solo la fede, la poesia e l’amore possono scoprire la bellezza del mondo, eccoci scivolati nel 2015. Mentre ancora sbagliamo a scrivere l’anno nella data, si aggiunge un giorno da ricordare: il 7 gennaio.
Dopo la strage nella redazione di Charlie Hebdo abbiamo preferito osservare un rispettoso silenzio e non soffermarci sul fatto di cronaca, anche perché un commento ponderato necessita di una distanza e di una riflessione più approfondita.
Non abbiamo neanche trattato l’importante argomento della libertà d’espressione, perché in fondo cos’altro ci sarebbe d’aggiungere?

E’ interessante, d’altro canto, vedere lo sviluppo delle mobilitazioni di questi giorni: slogan e immagini si sono sprecati e si rincorrono nella rete. Le matite nei cannoni, “io sono”, “io non sono”. Da che parte dobbiamo schierarci?  Laddove l’incontro tra concittadini di cultura e religione diversa già da tempo è diventato diventato guerra, il dialogo ha perso in partenza. Non c’è la fazione dei vincitori, i buoni contro i cattivi, perché come diceva mia nonna “a litigare si è sempre in due” e le ragioni degli uni si confondono nei torti degli altri.

Nonostante queste considerazioni, come essere umano non posso rimanere insensibile davanti a questo bombardamento di vignette e manifestazioni di solidarietà. In particolare una mi ha colpito per le sue implicazioni.

banksy-per-charlie-hebdo
Il disegno è stato realizzato dall’artista Bansky come simbolo di sostegno a Charlie Hebdo. La matita non è una coda di lucertola che rigenera se stessa, ma dalla stessa nascono due matite diverse, due pensieri diversi. Il senso dell’immagine probabilmente è che quando un pensiero viene attaccato si rafforza invece che indebolirsi, ma a me piace pensare che quella seconda mattina temperata dalle macerie della prima conservi un po’ dell’eredità di sua madre e allo stesso tempo porti in sé un tratto di innovazione e cambiamento, uno stile e una comunicazione diversa.

Così noi non ci vogliamo identificare in slogan, in pensieri preconfezionati e conformati, ci piace un pensiero che sia malleabile, gli interventi articolati e i confronti da cui nascono idee nuove diverse dalle premesse.
Sebbene nessuno più creda nei buoni propositi dai tempi dei fioretti alle elementari, il Bloggo spera sinceramente che il suo pensiero sia in continua evoluzione, di riuscire quando serve a criticare se stesso e che se la sua matita si spezzerà, ne possano nascere sempre di nuove.

Stay tuned

il Bloggo