Rinascimento: L’invasivo Villar Rojas alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Rinascimento, la mostra a cura di Irene Calderoni ospitata alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino dal 4 novembre, è il punto terminale di un percorso privato e collettivo, affrontato dall’enfant prodige Adrian Villar Rojas (1980). L’artista argentino negli ultimi anni si è imposto come astro nascente e a settembre ha consacrato la sua repentina carriera con una mostra alla Marian Goodman Gallery di New York.

A Torino Villar Rojas ha portato dalla Turchia, dove era stabilito per la Biennale di Istanbul di Carolyn Christov-Bakargiev, quello che non a torto si potrebbe definire un bagaglio ingombrante.
In visita presso una cava turca, guidato da una Beatrice dantesca che saltellava soavemente da un masso all’altro, è rimasto folgorato dalla grazia e dalla presenza che la disseminazione rocciosa racchiudeva dentro sé. È in questo momento che stabilisce di trasportare circa 90 monoliti differentemente stratificati a Torino.
Parallelamente, con quella che lui stesso ha definito la sua “compagnia teatrale itinerante”, il gruppo di suoi assistenti argentini, provvede a mettere a lucido la Fondazione, pulendone la facciata e rimbiancandone gli interni, per rendere coerente lo spazio con il titolo della mostra che presuppone un’aspettativa nell’immaginario collettivo.
Ma la vera azione dell’argentino è quella di ricercare una tensione che possa smuovere i meccanismi fissi di un’istituzione, provocandola e modificandone alcune funzioni essenziali. La critica istituzionale di Villar Rojas si abbatte sull’architettura dello spazio riorganizzato nei ’90 dall’architetto Silvestrin, radendo al suolo due pareti, cancellando temporaneamente il bookshop e ergendo un muro invalicabile davanti alla biglietteria. La luce è completamente annullata, salvo qualche barlume che filtra, esile, dalle alte feritoie dello stabilimento.
Così, il cammino che si intraprende addentrandosi negli spazi della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo impone subito un sentimento di spaesamento, di vuoto che pervade il visitatore insicuro di quale strada prendere.
Seguendo il corridoio oscuro e vuoto, drammatizzato da vestiti, scarpe, ombrelli, appoggiati desolatamente ai lati dei muri, si è gettati in un percorso iniziatico. Il grande ambiente che si raggiunge al termine del corridoio, fornito di due ingressi, ospita la distesa di massi e tronchi fossilizzati, giunti in un nuovo microcosmo dopo il lungo pellegrinaggio dalla terra turca. Su questi sono disposti e incastrati accette, vasi e utensili insieme a oggetti organici come frutta, verdura, carcasse di uccelli o un grande pesce spada che tutto domina al centro della composizione monumentale, sdraiato e con lo sguardo rivolto al basso.
Villar Rojas crea un universo post-apocalittico con leggi e vita proprie, uniche e non ripetibili. Nel nuovo ambiente installato in Fondazione a regnare sovrano insieme al silenzio atavico è un implacabile processo di decomposizione dell’organico. L’esperienza della mostra si basa proprio su questa grave dialettica, la convivenza e il contrasto fisico, esistenziale e cromatico tra le sempiterne rocce, scalfite e corrose dal tempo, ma mai distrutte, e la caducità dell’organico.
Il respiro si addensa e si accorcia tra gli aromi e i mesti odori inalati nel passaggio tattile tra i massi, nell’ambiente che l’invasivo artista argentino ha creato come ipotesi di rinascita.

Bernardo Follini

Adrian-Villar-Rojas-Rinascimento-Opening-alla-Fondazione-Sandretto-Re-Rebaudengo-Torino-2015-Foto-Giorgio-Perottino

foto Giorgio Perottino

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...