I 4 punti fondamentali espressi da Alfano per risolvere l’emergenza migranti.

Martedi 13 Ottobre, pochi giorni fa, si e’ svolto nella Shaw Library della London School of Economics and Political Science (LSE), una interessantissima public lecture organizzata dal LSE European Istitute. Il Professor Maurice Fraser, direttore dell’ European Institute, ha invitato per l’occasione una delegazione di rappresentanti politici italiani per parlare dell’emergenza migranti.

Migration and security challenges in the Mediterranean: every country for itself or a European response?”

Oltre all’ambasciatore italiano a Londra Pasquale Terraciano e il console Massimilano Mazzanti, era presente all’incontro anche il Ministro degli Interni Angelino Alfano.

Solo a partire dal 2015 ben 250000 tra rifugiati e migranti sono approdati in Italia e Grecia attraverso il mediterraneo. Gli effetti di questi flussi migratori non influenzano solo le dirette interessate (Italia e Grecia) ma tutto il continente. Il Mediterraneo ha inoltre guadagnato importanza geopolitica non solo come un percorso di migrazione chiave dall’Africa e dal Medio Oriente verso l’Europa, ma come una regione che ha subito enormi sconvolgimenti politici, alcuni dei quali ancora in corso, che hanno portato instabilità politica (Libia, Tunisia, Egitto). I problemi politici dunque di queste regioni sono diventanti degli importantissimi problemi per l’Europa stessa, sia in termini di sicurezza sia in termini di stabilita’.

Oltre agli sconvolgimenti politici vi e’ anche da considerare la minaccia terrorismo. La diffusione di questo e l’ideologia radicale sulle coste meridionali e orientali del Mediterraneo, oltre alle pressioni migratorie, ha reso i paesi europei sempre più attenti per quanto riguarda l’importanza e l’urgenza di  “risolvere” la questione del Mediterraneo, per assicurare una buona governance, la pace e la sicurezza.

In merito alla questione il Ministro Alfano e l’Italia sembrano aver idee chiarissime. Dopo un discorso introduttivo sulle motivazioni che devono spingere l’Europa da una parte a risolvere la situazione migranti dall’altra a combattere contro il terrore, il Ministro ha ribadito di come questi problemi non siano problemi di singoli Stati, (come quello italiano o greco o turco) ma problemi europei. Uno stato da solo non e’ in grado di risolvere queste problematiche. Ci vuole una politica comune.

Per il Ministro grande pericolo e’ ISIS, lslamic State of Iraq and Siria. Gli effetti dell’espansione di questa organizzazione criminale e codarda sono innumerevoli. In primis ci sono le ondate migratorie provocate da persone che vogliono scappare da questa organizzazione. Questo perché o si rispetta la loro legge o si muore. Ebbene questo problema e’ un problema europeo. Senza contare poi che sulle spiaggie in Tunisia o al Museo del Bardo a Tunisi sono morti non solo tunisini innocenti… ma anche inglesi, tedeschi, etc… Secondo il Ministro questi personaggi affermano di agire secondo il volere di dio ma in realta’ lo tengono in ostaggio. Usano Dio come un pretesto.

A riguardo il Ministro ha voluto chiarire di come non tutti i musulmani siano terroristi. “Bisogna distinguere chi prega da chi spara”.

Avendo esposto dunque la problematica il Ministro ha parlato del Valletta Summit On Migration che si terra’ a l’11 e il 12 Novembre a Malta. Le soluzioni che il Ministro proporra’ sono articolate in quattro punti fondamentali.

  • Lotta ai trafficanti di migranti. Non e’ possibile che ci sia gente che fatturi e faccia profitto su disastri umanitari.
  • Hot spots. Ovvero centri di accoglienza dove poter dividere i rifugiati tra chi realmente merita legalmente accoglienza e chi invece no. (qui non e’ stato ben chiaro come questa divisione deve essere fatta… Come si fa a capire chi merita l’accoglienza e chi no?)
  • Riallocazione degli espatriati tra le nazioni europee secondo un modello solidale di cooperazione.
  • Rimpatri. Una volta avvenuta la prima accoglienza, bisogna accogliere chi ne ha diritto e rimpatriare chi no. L’Europa non puo accogliere tutti. Non e’ egoismo, e’ realismo.

Per il Ministro e’ importante dare una risposta culturale. Come e’ possibile che tanti giovani, che hanno studiato in Europa, che si sono formati culturalemente in Europa, che hanno famiglie in Europa abbiano preso tutto e siano andati a combattere per l’ISIS? L’Europa sicuramente ha sbagliato qualcosa in questo. Ed e’ per questo che bisogna cambiare. Ci vuole una politica comune.

Londra, Sebastiano Totta

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