Band #4: Paper Pill

Ahoy!
very excited to announce that next saturday we will join Fermento Sonoro in Milan, a brand new festival in a cool place with a bunch of super cool bands.
Ah, that rock’n’roll…

E’ pieno d’allegrezza il primo post che vedo sulla pagina FB dei Paper Pill, la band di cui vi parlerò oggi. L’entusiasmo mi pervade e senza porre tempo in mezzo chiamo Ettore Dell’Orto, valente chitarrista di questo complesso di recente formazione.
La serata non era delle migliori: eravamo entrambi appena tornati a casa, dribblando le prime gocce dell’acquazzone che era in arrivo e che ha fatto da sfondo alla nostra chiacchierata; entrambi eravamo stati abbandonati dalle nostre fidanzate, che hanno invece dedicato la serata al season finale di ToG; a entrambi andava di parlare di musica e di birra – ‘sto festival me lo sto proprio pregustando, oh!
Dunque ecco a voi i Paper Pill, se ancora non li conoscete, conoscèteli con questo video:

Che cos’abbiamo appena visto?
Ettore – Si tratta del video di un viaggio che ho fatto in moto per circa 3000 Km in giro per l’Europa. Sono stati più di 2000 km in giro per Italia, Francia e Spagna alla ricerca del ritmo giusto. Del giusto equilibrio.Tra la città e la campagna, l’autostrada e la piccola strada, la montagna e il mare.

E che cosa abbiamo sentito invece?
Il brano si chiama Between a planet and jet lags, è il nostro primo singolo.

Ritmo convolgente, quasi iprnotico a tratti; di nuovo l’allegrezza del post! E a proposito, quali sono i vostri rapporti con le altre band di Fermento Sonoro? Già li conoscevate?
Sì certo! Con i red roosters abbiamo diviso il palco nella prima uscita che abbiamo fatto con questa formazione e da lì è nato poi l’invito da parte loro a partecipare a Fermento. Gli headliner della stessa serata (il 20 giugno, ndr), che sono i Remington, li abbiamo sentiti più volte perché ci piacciono parecchio i loro riferimenti.
Poi sia con i Pocket Chestnut che con i Finistere abbiamo un rapporto che va al di là dell’essere band, perché siamo amici e ci vediamo spesso oltre che per fare della musica, quindi c’è stato un coinvolgimento a catena anche nei loro confronti, li vedevamo vicini a quello che poteva essere il mood della rassegna.

Ligera

I Paper Pill in concerto al Ligera di Milano

E il vosto mood invece qual è? Cosa suonate di solito e cosa suonerete a Fermento?
Mi piace dire che noi suoniamo rock’n’roll “di bottega”. Nell’accezione più semplice e più basica della parola: suoniamo perchè ci piace assemblare i nostri brani a partire da varie fonti, un pezzo qui e un pezzo là, con un sound fatto in casa e la vocazione (nonchè la pazienza) dell’artigiano.
Adesso abbiamo un EP, che pur essendo fatto di sole cinque canzoni, ha al suo interno sonorità simili ma che suonano diversamente a seconde dei brani perché dal mood di cui si compone ognuno cerchiamo di dare un vestito su misura.
Noi principalmente abbiamo un gusto per gli anni ’60 e determinate band che sono seguite e che prendono ispirazione da lì.

Se ti chiedessi cinque nomi di band che vi hanno ispirato?
Uff.. C’è stata un sacco di roba in quel periodo, però quando ci chiedono che musica facciamo rispondiamo solo: “Quella che ci piace”.
Se dovessi dirti delle band che mi piacciono adesso ti direi i Tame Impala e i The Strokes, o Franz Ferdinand o gli Artic Monkeys, però a loro volta queste band non hanno fatto altro che evolvere la ricerca del suono piuttosto che determinate dinamiche rispetto a quello che facevano i The Doors o i The Beatles o i Rolling Stones.

Paper pillQuindi seguite il flusso delle vostre passioni musicali?
Cerchiamo di mettere a disposizione della canzone che è fatta di una melodia e di un testo, qulacosa che sia il più possibile customizzato e su misura per far entrare chi ascolta nel mood che vorremmo.

Quindi un processo di ricerca vostra che poi si trasmette al pubblico. Quando è nato questo progetto musicale?
La data di fondazione non l’abbiamo specificata, perché prima di iniziare a suonare con i ragazzi la formazione era composta da me e era un altro amico: abbiamo scritto testi, la musica e abbiamo cominciato a registrare. Poi sono arrivati ad uno a uno gli altri membri per comunione di intenti. Ci siamo chiusi in sala prove e abbiamo riportate in vita le varie canzoni, in modo che piacessero a tutti e quattro. Il nostro progetto è quello di fare delle date e di far uscire questo EP per dar seguito ai Paper Pill, con una motivazione più forte.

Chi sono i componenti della band?
Io suono la chitarra elettrica e canto; poi c’è Matteo (che suona la chitarra anche per i Finistere, mentre nei Paper Pill suona il basso), Alessandro alla batteria – ha giù suonato in altre band presentemente, tra le quali i Nostalgic – e Jack che è un fonico, tecnico del suono e produttore, all’altra chitarra.

Dove vi trovate a provare?
A Milano. Le prove sono un momento fondamentale per il processo di impasto sonoro che continuamente bisogna migliorare. Poi per il piacere del suono, a prescindere dal live che è il momento di massimo godimento, in cui bene o male arriva la ragione prima per cui uno forma una band. il piacere di suonare è comunque una goduria di per sé.

Riassumento, band di recente formazione, EP in arrivo. Da quando lo potremo trovare?
Per adesso non è ancora uscito, c’è solo Between a planet and jet lags. Il titolo del disco invece sarà On a leather sofa.

Progetti per il futuro?
Adesso stiamo cercando di carburare e di mettere un po’ di strada nell’ingranaggio. Cerchiamo di fare qualche data per rodarci: dopo un concerto al Ligera, quella di Fermento Sonoro è la nostra seconda data come band. C’è da pedalare!

E ora una curiosità: cosa significa “Memory is Fiction”, con cui vi descrivete online?
E’ il primo claim che avevamo scritto sulla nostra pagina di presentazione ed è un po’ il riassunto del mood con cui facciamo musica, nel senso che la maggior parte dei contenuti dei nostri pezzi riguardano immagini forti dovute a dei pensieri rispetto al nostro vissuto quotidiano e ad accadimenti che ci sono rimasti impressi.

Ultima domanda: recentemente ho comprato la mia prima chitarra, consigli?
A uno alle prime armi direi che quando arrivano i calli cominci a divertiti!

Perciò, adesso vi saluto e vado a farmi venire i calli del chitarrista. Tanto poi ci vediamo a Fermento Sonoro, no?

Giulio Bellotto

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