La geografia del Festival

In Egitto, a Nabta Playa, circa 800 km dal Cairo e ad un centinaio dai famosi templi di Abu Simbel, vi è un grande complesso megalitico in stile neolitico risalente al periodo predinastico.Nabta Playa
Questa enorme struttura di roccia, orientata secondo i movimenti del sole, risulta essere più antica di Stonehenge di almeno mille anni e come tutti i circoli calendariali di epoca preistorica, serviva a calcolare le stagioni e lo scorrere del tempo; la sua precisione è tale che ancora oggi il 21 giugno all’alba le ombre dei due monoliti centrali si allineano in direzione opposta al sole che sorge. E’ il segno che annuncia il primo giorno d’estate!

Da millenni questa scena magnifica si ripete ogni anno nella sobria maestosità del deserto egiziano; quest’anno però il solstizio d’estate verrà degnamente celebrato anche in Italia.
fermento sonoroIspirati forse dalle architetture vagamente triangolo-piramidali del Duomo, alcuni abitanti di Milano hanno infatti deciso di far rivivere i fasti delle faraoniche celebrazioni estive dei bei tempi andati: ma invece che erigere un monumento alla Dea Madre, per non incorrere nella scomunica papale questi prodi hanno preferito nascondere in un posto irraggiungibile (dietro Romolo, a chi mai verrebbe in mente di cercare laggiù?) un intero giardino, prescelto come luogo dei festeggiamenti del 20 e 21 giugno, i giorni della I edizione del festival Fermento Sonoro.
Naturalmente siete tutti invitati, sempre che riusciate a ritrovare in tempo il Giardino Nascosto, a questa kermesse che presenta almeno due attrattive non da poco – tanto che adesso a doverle elencare sono un po’ in imbarazzo perché non so che ordine seguire per dare il giusto rilievo a ciascuna.

Innanzitutto ci sarà della birra: una delle bevande alcoliche più antiche (e gustose), è decisamente in pieno stile neolitico. Anche perché sono ammessi solo sapori autentici, ogni raffinazione qui è proibita; sono solo birre artigianali quelle servite dagli organizzatori del festival, i bravi ragazzi del beer shop 10gradinord. Il loro negozio sarà il quartier generale del festival e a questo proposito mi sento in dovere di avvertirvi di una questione della massima importanza: se parteciperete al festival, è indispensabile che abbiate una certa familiarità con la teoria della cognitive geography. Si tratta di quella branca della geografia umana che studia i rapporti tra i comportamenti di chi abita un certo luogo e l’ambiente socio-fisico di quel luogo, ovvero come la gente si rapporta al posto dove vive, come ci si sposta, dove va.
Vi racconto quel che è successo a me, che di geografia umana sapevo poco o niente: da quando ho iniziato a frequentare 10gradinord ha iniziato a succedermi sempre più spesso di passare distrattamente senza accorgermene in quella zona (Romolo, e chi ci andrebbe mai laggiù?). Parlandone con gli amici, ci accorgevamo di essere tutti nella stessa situazione e non ce ne sapevamo dare ragione, finché un giorno entrando nel negozio ho conosciuto Friedrich Heinrich Alexander Freiherr von Humboldt, naturalista ed esploratore, tedesco (e quindi amante della buona birra), nonché padre della modena geografia. Seduto al tavolo stava sgranocchiando di gusto dei taralli biologici, ma tra un boccone e l’altro ci ha svelato l’arcano di questa strana dinamica, in realtà normalissima tra gli avventori di 10gradinord. Era l’inconscio ed inconfessato desiderio di farci una birra che ci attraeva inesorabilmente in quella zona. Lo dicevo io, chi mai ci andrebbe altrimenti a Romolo?
Comunque ancora oggi mi capita di incontrare Alexander, giochiamo a scacchi e ci facciamo una birra. Se vi dovesse capitare, di passare, è una persona davvero interessante!

E adesso è giunta l’ora di parlarvi della seconda ragione per cui non potete proprio mancare a Fermento Sonoro: la musica – ebbene sì, ho seguito l’ordine alfabetico.
E’ infatti la presenza di 10 band, impegnate in oltre 20 ore di musica dal vivo, che fa di questo festival un appuntamento unico di energia musicale.
Questa di seguito è la line up delle esibizioni, leggetela con attenzione:

SABATO 20
The Remington (Folk Rock / Powerpop)
Ecco cosa succede quando scopri l’America: ti ritrovi con un paio di amici a divorare come un farcitissimo burrito tutta quella georgafia musicale che va dalla West Coast 60s fino al Paisley Underground, dal Blues torrido degli Stones di Sticky Fingers fino ai raggi cosmici dei Byrds di 5th Dimension. Normale amministrazione se nasci yankee, meno “normale” se nasci a Milano. I Remington fanno parte della seconda categoria: partendo dalle singole e diversificate esperienze dei componenti, si riuniscono sotto un ombrello comune, quello che li ripara dalla pioggia inquinata del capoluogo lombardo, e li espone alla “Rain Parade” ben più colorata del loro “pallino” sonoro.

The Red Roosters (Rock’n’roll / Powerpop)
I The Red Roosters propongono un rock’n’roll fresco e vivace, dai risvolti tipicamente pop, un energico mix che spinge a ballare chiunque si ritrovi, volente o nolente, nel raggio d’azione delle onde sonore. Se n’è accorto Mauro Pagani, produttore ed editore del loro ultimo lavoro ’No Disgrace’, EP attraverso il quale i cinque ragazzi milanesi trasmettono serenità, spensieratezza e il briciolo di follia che ne contraddistingue il sound.

Pocket Chestnut (Folk / Indie Folk)
I POCKET CHESTNUT guardano dal basso il talento alt-folk dei Bright Eyes e ripercorrono a loro modo le autostrade che hanno portato alle stelle Eels, Giant Sand, Wilco e Calexico, fermandosi di tanto in tanto per ricordare il mai troppo compianto Mark Linkous (Sparklehorse). Negli ultimi tre anni hanno suonato oltre duecento concerti, dovunque ci fosse un palco disponibile o qualunque cosa gli somigliasse, aprendo le date italiane di Veils, Adam Green, Poliça, Tamaryn, Gang Of Four, Chadwick Stokes e moltissimi altri. Stasera porteranno sul palco il recente disco “Big Sky, Empty Road” in duo acustico. La strada è tutta dritta, gomito fuori dal finestrino e sospiri profondissimi ci attendono…

Paper Pill (Indie Rock / Brit Pop)
Divani scassati, chitarre, carta e penna.
e un jetlag che non vuole andarsene.
i Paper Pill sposano Londra e sognano San Francisco, amano gli anni 60 e le band che ne sono influenzate. usano il rock and roll, il beat e un po’ di psichedelia per sonorizzare immagini e appunti di viaggio.

Lapsus (Acoustic cover duo)
Sei corde e una voce.
L’essenziale non è mai banale.
LAPSUS siamo noi, Caterina e Andrea, due amici che si divertono a suonare insieme da anni.
Una chitarra acustica accompagna una potente voce che vuole raggiungere qualsiasi parte degli animi che la ascoltano…e voi sarete tra questi!

DOMENICA 21
Finistère (Indie Pop / Pop)
Dalla scrittura dei pezzi nei prati della provincia, serbatoio illimitato di suggestioni e ispirazioni, ai live nei club più ambiti della Lombardia, il volto dei Finistère va definendosi, adagiandosi su atmosfere indie pop di matrice anglosassone, scegliendo testi in lingua italiana e ricreando, nella costruzione dei brani, dinamiche raffinate e trasognate alternate a passaggi più propriamente rock. l’ LP d’esordio ‘Alle Porte Della Città’ è uscito il 25 ottobre 2014 per la neonata Costello’s Records.

DUST (Alternative Pop / Pop)
DUST nascono nel 2009 dal desiderio di sei ragazzi di trasformare in estro creativo una passione viscerale per il pop – rock anglofono in ogni sua sfaccettatura, ricercando una forma canzone che potesse abitare il confine fra tradizione e modernità.
La band definisce subito la propria alchimia in un sound dall’accento classico, ma collocato sul ponte che collega la new wave di fine anni 70 alla nuova frontiera degli Wilco. È in questa zona liminale che si sviluppano le peculiarità della formula dei DUST, riscontrabili negli ampi spazi evocati dagli arrangiamenti e in una tensione comunicativa a cavallo tra pienezza soul e toni più oscuri e introspettivi, rimarcati dalla vocalità cavernosa di Andrea D’Addato.

il rumore della tregua (Cantautore / Folk Rock)
il rumore della tregua non scrive inni generazionali.
il rumore della tregua non può morire giovane, perché è nato vecchio.
il rumore della tregua compone brani in maggiore su commissione.
il rumore della tregua forse suona come gli anni settanta negli anni novanta, ma non ci è chiaro.
il rumore della tregua ripudia l’ukulele e il glockenspiel come strumenti di risoluzione ai problemi del cantautorato moderno.
il rumore della tregua lucra senza ritegno sulle tue malinconie.
il rumore della tregua non è pre, ma soprattutto non è post.

In Her Eye (New Wave / Shoegaze)
Nel marasma delle etichette, generi e sottogeneri contemporanei (catalogazioni inutili ma forse necessarie, se vogliamo), gli In Her Eye se proprio devono scegliere, si definiscono “Supersonic New Wave”. Perchè la loro musica nasce dalla New Wave anni’80, e passa attraverso infusioni soniche degli anni ’90. E perchè, volenti o nolenti, fanno musica nel 2015.

The Beckett (Alternative Country / Cantautore)
The Beckett è un progetto sbocciato dalle note e dai testi del cantautore Raffaele Volpi che da sempre si è ispirato alla musica internazionale, in particolar modo a quella anglo-americana di matrice country: un amante dei mitici Neil Young e Ryan Adams. Da quando ha iniziato a scrivere ha costruito un vasto repertorio di inediti introspettivi e melodici, con il desiderio di comunicare e di emozionare il suo pubblico. Nei suoi testi prevalgono temi riguardanti il passare del tempo, con una vena di dolce affetto nei confronti di ciò che passa e con la consapevolezza di come possa essere intrappolante un’attesa continua per ciò che si spera verrà.

Che altro dire? Io e Alexander vi aspettiamo, naturalmente con una birra fresca appena spillata per voi!

Giulio Bellotto

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