Giorno: 10 febbraio 2015

Il primo dei Classici Disney

1929. Esterno notte. Sei minuti d’inferno.
No, non si tratta del film di Roger Corman ispirato alla strage di S. Valentino; l’inferno a cui ci riferiamo non è quello molto terreno che si poteva trovare per le strade di Chicago durante il proibizionismo, con tanto crepitanti scariche di mitra e ruggenti volanti della polizia.
Noi ci riferiamo proprio all’Inferno, quello vero, animato e portato nelle case d’America da un capolavoro assoluto degli studios Disney.
The_Skeleton_Dance_(1929)Stiamo parlando di The skeleton dance, il primo episodio di Silly symphonies, una serie di cortometraggi che fecero la fortuna dello studio d’animazione fondato nel 1923 dal californiano Walt.

Questi, appena un anno prima, aveva prodotto e realizzato un altro corto destinato a rimanere nella storia del cinema: è Steamboat Willie, che coi suoi otto minuti di magia in pellicola incanta tutti, grandi e piccini. Il suo più grande punto di forza, oltre a presentare per la prima volta il simpatico personaggio che poi si evolverà nell’immortale Topolino che tutti conosciamo, è l’innovazione: Steamboat Willie, budget di 4.986 dollari, è il primo cartone animato col sonoro sincronizzato, una rivoluzione per l’epoca del cinema delle origini.
Ma per convincere i produttori di Hollywood a finanziare i lavori made in Disney serviva qualcosa in più. Questo “qualcosa” è, appunto, The skeleton dance; la Columbia Pictures ne vuole a tutti i costi l’esclusiva e in seguito distribuisce tutta la serie.
Una gran fortuna, dal momento che in questi corti faranno la loro prima comparsa quelli che secondo me sono i più simpatici personaggi dell’universo Disney, gli irrinunciabili: Paperino nel ’34 (The Wise Little Hen) e Pluto nel ’36 (Mother Pluto). Talvolta mi domando con angoscia come avrebbe fatto il mondo senza Donald Duck; che fine avremmo fatto, tutti noi?

Se questa domanda rimane fantastoria, è certo merito anche della Danza degli scheletri. Che però è un capolavoro anche per altre ragioni, non ultima la colonna sonora a metà tra il foxtrot e la musica sinfonica di compositori colti come Camille Saint-Saëns (Danza macabra) e Edvard Grieg (La marcia dei Troll). L’altissima qualità dell’animazione stupisce ancora oggi per precisione e grazia; in effetti non saprei se ritenere questo video un semplice cartone o piuttosto un pezzo da museo.
Una sorta di Trionfo della Morte del Novecento, memore della mattanza della prima guerra mondiale ma con la spensieratezza e l’allegria dei Roaring Twenties. Insomma, inquietante come quadro dell’ultimo Goya o di Füssli, ecco a voi gli Scheletri:

Fantastico!
Non per nulla questo corto ha conosciuto molto successo anche dopo la sua prima uscita, venendo spesso incluso come contenuto speciale in edizioni home video. Finché, qualche tempo fa, non è diventato virale su internet, dove secondo alcune stime spopola e furoreggia.
Ce n’è abbastanza per considerarlo il primo dei grandi Classici Disney, non vi pare?

Giulio Bellotto