Giorno: 9 febbraio 2015

L’editoriale di Kim Jong-un

Come abbiamo già sottolineato, l’attentato alla redazione di Charlie Hebdo del 7 gennaio scorso ha scatenato su scala mondiale un’isteria che in genere viene riservata solo alle più gravi pandemie. Meno fiera e mascolina di quella americana al 9/11, la reazione dell’opinione pubblica francese (e di riflesso europea) alla tragedia occorsale è molto simile a quella di un malato cui abbiano diagnosticato un male terminale. Lamenti, paranoie cospirazioniste e alcuni occasionali ed ispirati momenti di stoico coraggio: che vengano pure avanti, i giannizzieri quaedisti le cui ombre ci piace immaginare nei nostri giardini, affronteremo le loro scimitarre armati di una bella matita temperata di fresco. Secondo questa logica, l’omeopatia potrebbe curare il cancro a un’ipocondriaco.
“La libertà è sotto attacco” sembra essere il nuovo irrazionale mantra che serpeggia dovunque. Dovunque ci si preoccupa dello stato di salute della libertà, tranne che nei palazzi del potere; dal panettiere, dal parrucchiere ma sopratutto dal giornalaio discorsi del genere sono ormai venuti a noia.
Al solito, solo il web sa regalarci ancora delle vere emozioni. Ad esempio questo editoriale attribuito al leader coreano Kim Jong-un da Le Gorafi.fr, un sito d’informazione satirica ispirato allo statunitense The Onion la cui particolarità è quella di pubblicare notizie assurde. Un’equivalente d’oltralpe al nostro Lercio.it, insomma.
E stavolta il risultato è davvero spassoso.

Per comodità dei nostri affezionati lettori, traduciamo questo divertente articolo in italiano:

Un ritratto di Kim Jong-un all’epoca di The interview. La raffinatezza della vignetta ci conferma che è opera di Charlie Hebdo

Sono venuto a conoscenza delle cose terribili che stanno succedendo nel vostro Paese, la Francia.
Ho saputo che si mettono dei ragazzi in prigione, che li si interroga, che li si maltratta e tutto questo per niente più che delle parole. Quel che mi sconvolge è che la Francia si è sempre presentata come il Paese della libertà e dell’uguaglianza. Ci tengo a far sapere la mia inquietudine riguardo al declino della libertà nel vostro Paese. Infatti un tale declino in atto costituisce un grave precedente e obbligherà il resto del mondo a rivedere il concetto di libertà di espressione, a cominciare dal mio Paese.
Voi certo non ignorate che il nostro Paese, la Repubblica popolare democratica di Corea, è molto legata ai valori della libertà di espressione e di coscienza e che tutte le violazioni di queste ultime sono per noi gravissime e drammatiche. Ma io e il mio Paese abbiamo scelto la via onorabile della non ingerenza negli affari di una Nazione estera. Ci contenteremo di farvi presente, amichevolmente, che questo stato di cose non è bene.
Infatti da sempre, ad un certo momento della sua storia, ogni popolo si è rivolto alla Francia, ai suoi ideali e a ciò che essi rappresentano per trovare una definizione di quel che la libertà di stampa veramente significa. E oggi tutto a un tratto voi cambiate questa stessa definizione, senza preavviso. Capirete che è difficile per noi stabilire la nostra definizione della libertà d’espressione se voi stravolgete totalmente e arbitrariamente la vostra.
Ci tengo anzi a testimoniare alle persone che nelle ultime settimane hanno subito questi maltrattamenti la nostra piena amicizia e il nostro affetto più profondo. Il nostro consolato è pronto a prendere le vostre lamentele, rimostranze che verranno trasmesse alle Nazioni Unite.

Kim Jong-un
Guida Suprema della Repubblica popolare democratica di Corea

Non sarebbe assurdo se qualcuno avesse scritto seriamente una cosa del genere?

Oggi molti ritengono di essere sotto attacco e che la loro libertà dipenda da un fattore esterno piuttosto che da loro stessi e dall’atteggiamento che assumono verso la società. Secondo me è questa la cosa più assurda di tutte.

Giulio Bellotto

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