I verdi cancelli di Auschwitz

Conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, affinché simili eventi non possano mai più accadere.
Dalla legge n. 211/2000 che istituisce le celebrazioni del Giorno della Memoria.

A settant’anni dall’abbattimento del famigerato, temuto, odioso cancello “Arbeit macht frei” del campo di concentramento di Auschwitz, il più tristemente famoso tra quelli che riportano il crudele motto nazista, lo stupore e l’orrore per quello che degli esseri umani sono stati capaci di fare ad altri umani non è ancora svanito. E penso che non potrà passare mai.
Uomini come noi, né più né meno, si sono scagliati contro ebrei, rom, sinti, socialisti, dissidenti, comunisti, omosessuali, slavi, malati di mente con sistematica furia omicida; il conformato contro il diverso, la violenza contro la libertà.

“Il lavoro vi farà liberi”; ma era una menzogna di cui vittime e carnefici si sono ritrovate ugualmente schiavi.
Solo la verità vi farà liberi, dice Giovanni 8:32. Per quanto difficile da comprendere e accettare c’è stato un tempo in cui i campi sono stati veri, reali e funzionanti. La Memoria che ne dobbiamo rispettosamente serbare sia lo scotto per gli errori della nostra stanca ma fiera umanità; l’umiltà di riconoscerli e la volontà di non ripeterli ci sono ben presenti.
Durante questa giornata più che in altre molti andranno con la mente a un’epoca che neppure hanno vissuto per riflettere su cosa significhi essere uomini, per ascoltare lontani echi di un passato in cui tante cose sbagliate e vigliacche si mescolavano, esattamente come oggi, con tante buone e coraggiose. Per pregare, forse.
Alcuni torneranno a quei giorni di vita terribile e preziosa vissuti sulla loro pelle, e piangeranno come ogni uomo giusto dovrebbe fare pensando ad un dolore così grande.

Di fronte a tutto questo non c’è nulla che si possa dire. E non un momento in cui ritenersi soddisfatti di quello che è già stato detto.

Ma le pianure battute dal vento laggiù in Polonia sono di nuovo verdi e sotto quel famigerato, temuto, odioso cancello, persino lì è ricresciuta l’erba. Anche questo voglio ricordare nel giorno della Memoria.

Il Bloggo

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