Tomato Soap

Un gioco di ruoli che racconta con leggerezza, ma con ritmi eccessivamente dilatati, una storia di violenza domestica. L’argomento è sensibile ed è troppo facile scadere nel cliché, come avviene in alcuni quadri. La musica, presenza costante, non aiuta a rendere il tutto più fluido e inoltre l’instaurarsi della violenza viene riproposto in modo (stereo)tipico in una coppia di pupazzi, Gianni e Gilda. Indossati dagli interpreti/performer che li animano in una semi-muta coreografia espressiva e comprensibile i due si innamorano, si sposano e danno vita a una tragedia annunciata.

L’ espediente più interessante che spezza la simmetria dei ruoli è la scelta di far vestire i panni di Gianni all’attrice Ariela Maggi e di Gina dal suo partner maschile Giulio Canestrelli. L’effetto è comico, talvolta grottesco, ma con il procedere della vicenda il conflitto drammatico emerge coinvolgendo gli stessi attori in un gioco delle parti in cui i genieri si trasfigurano. L’unica protagonista è l’attitudine all’aggressività che a più riprese serpeggia in scena infettando i tradizionali simboli di un amore felice, come le rose rosse e il bambino-fantoccio frutto dell’unione romantica. Questi oggetti diventano, invece, contorno e raffigurazione della storia di sangue evocata sul palco.

Valentina Villa

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