Falene. Omaggio a Virginia Woolf

Il soliloquio è l’espediente drammatico e poetico per cui un personaggio letterario parla da solo, riferendosi alla propria interiorità senza rivolgersi a nessun altro.
La compagnia Maledirezioni affronta questa antica tecnica di scrittura da sempre usatissima a teatro, quello shakespeariano in primis, attraverso il filtro offerto da uno dei più sperimentali romanzi della prima metà del ‘900, “Le onde” di Virginia Wolf.

Questo furto letterario mette in scena la crescita dei sei personaggi che si aggirano in uno spazio delimitato da luci di scena, inquartato di abat jour che si accendono e spengono in un panorama desolantemente privo della minima evoluzione.
Il sermo intimus di ognuno si confonde in un coro di voci e storie individuali che la comunità di amici osserva implacabile.

La riscrittura del testo –  sfida piuttosto ardua, trattandosi di un capolavoro dell’avanguardia letteraria inglese degli anni ’30 – è sostenuta da alcune buone prove attoriali ma sembra soffrire di una eccessiva e iconica staticità che, sebbene coerente con il romanzo, risulta poco adatta ad una messa in scena teatrale tanto attentamente studiata.

Giulio Bellotto

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